Cos’è il senso di colpa?

Saper tollerare tutto ciò che si può trovare nella propria realtà interna è una delle grandi difficoltà umane” (Winnicott, 1986).

Sentirsi in colpa è un sentimento molto profondo, umano, naturale, inevitabile, un meccanismo della coscienza che ci segnala un disagio, che ci rimprovera quando facciamo qualcosa che va contro il nostro codice morale perseguitandoci fino a quando non cerchiamo di rimediare.  E’ un sentimento spiacevole che deriva dalla convinzione, anche ingiustificata, di aver danneggiato qualcuno oppure dalla trasgressione delle regole che riteniamo importanti o ancora,  quando non  ci sentiamo all’altezza delle nostre o altrui aspettative.

Qualunque ne sia la causa tuttavia, il senso di colpa è frutto di una errata valutazione del mondo esterno, un fatto assolutamente soggettivo diversamente dalla colpa,  che è la trasgressione di una legge e pertanto,  fatto meramente oggettivo.

Le cause del senso di colpa

Ma da dove nascono i sensi di colpa?  In ognuno di noi esistono  delle credenze, dei valori  che guidano i nostri comportamenti e che sono il frutto dell’educazione genitoriale, della socializzazione e dell’educazione religiosa. Tali valori vengono interiorizzati e l’individuo li fa propri in maniera più o meno consapevole, utilizzandoli poi come bussole per orientarsi nel mondo in base al “ciò che è giusto fare”. Ovviamente noi non ci rendiamo sempre pienamente conto della trasgressione delle nostre regole interne e quello che avvertiamo è solo il grande senso di colpa che si basa sulla paura interiorizzata, spesso inconscia, di un giudizio negativo che comporterà una punizione. Tuttavia non si tratta solo di trasgredire; un altro elemento fondamentale nel senso di colpa è l’empatia per le altrui sofferenze, l’immedesimarsi nell’altro, nella “vittima” cui abbiamo arrecato il danno.

Ma non illudiamoci. I sensi di colpa non si possono eliminare ma si possono comprendere ed elaborare in modo costruttivo; quando la loro intensità è tollerabile, hanno l’importante funzione sociale di segnalare se e quanto è stato creato un danno per permettere di riparare, per esempio per generare azioni socialmente utili, dalle attività riparatrici individuali alla beneficenza.

Il senso di colpa serve al “vivere insieme”; consente di evitare di farci del male gli uni con gli altri. Se non lo provassimo, non sapremmo niente delle conseguenze delle nostre azioni o delle nostre parole sugli altri!  (Una delle caratteristiche principali del disturbo antisociale di  personalità è  propria l’incapacità di provare emozioni come i sensi di colpa).

I sensi di colpa

Gli aspetti importanti da valutare sono:

–  Accertare la gravità delle proprie azioni (dipende dalle regole e dai valori personali).

–  Soppesare le responsabilità personali (valutare di quanta parte della violazione si è gli unici responsabili)

–   Attivarsi per cercare di riparare qualsiasi danno causato e se il danno è irreparabile, anziché punirsi senza costrutto, cercare di impiegare le proprie forze per migliorare se stessi e la condizione di coloro che si è fatto soffrire. Trasformare il senso di colpa in generosità significa trasformarlo in coscienza morale e anche riconoscerci come appartenenti ad una specie altruista che deve molto alla capacità di stabilire relazioni sociali;  in questo senso il sentimento di colpa serve a mantenere le relazioni e, in giusta dose, ci aiuta a maturare.

– Perdonarsi (Anche se si è delle brave persone, non significa che non si possa fare qualcosa che possa arrecare “dolore” a qualcuno).

Per poter superare il senso di colpa è quindi anzitutto indispensabile capire se sia realmente legato ad un danno recato o se più che altro sia dovuto ad un incrinarsi della nostra immagine ideale e al nostro senso del limite: in ambo i casi è necessario ricordarsi che siamo umani e che come tali possiamo sbagliare e avere dei limiti.

Se si riesce ad avere una buona autostima, se si è disposti a migliorare la propria vita cambiando qualcosa, ma soprattutto se si vuole evitare di fare sempre gli stessi errori, il senso di colpa perde la sua forza e si affievolisce fino a scomparire.

Il senso di colpa  diventa invece negativo quando si trasforma in autolesionismo, in comportamenti autodistruttivi, come succede quando i genitori fanno sentire in colpa i figli perché li vorrebbero diversi da come sono, o quando una relazione si trasforma in possesso e qualcuno – genitori o partner – ci colpevolizza perché non vogliamo loro abbastanza bene.

Diverse ricerche in psicologia mostrano che sono le donne a provare maggiore senso di colpa, in particolare per quanto riguarda le relazioni interpersonali. Un dato questo, che viene solitamente messo in relazione con il fatto che le donne sono anche più empatiche. È interessante notare come da queste ricerche emerge che i sensi di colpa sono meno pronunciati nelle più giovani, poiché cresciute in un’epoca in cui i metodi educativi più rigidamente ispirati alla morale cattolica sono stati sostituiti da modelli più liberali. Vulnerabili al senso di colpa sono anche le persone condizionate da eventi esterni e i depressi.

 

 

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